COME RIMANERE COPPIA GENITORIALE SENZA ESSERE COPPIA CONIUGALE

Pubblicato da il 12 ottobre, 2013 in NEWS | 0 commenti

Quando una coppia coniugale decide di separarsi si trova ad affrontare momenti critici di questo più o meno sofferente capitolo della vita, soprattutto quando coinvolge i figli, grandi o piccoli che siano, in relazione ai quali possono nascere svariati interrogativi: “Come dirlo loro?”, “Cosa succederà circa la loro gestione durante la separazione?” , “Come non farli soffrire?”, ecc.. Benché ogni situazione familiare rappresenti una storia a sé, rimangono fondamentali alcune comuni riflessioni.

La prima riguarda l’importanza di tenere presente il vissuto dei figli di fronte alla constatazione della fine dell’amore tra i propri genitori, poiché è proprio in relazione a questa che possono originarsi in loro sentimenti di paura, preoccupazione, perdita e disorientamento. Capita molto frequentemente di essere concentrati sui propri stati d’animo nel corso del distanziamento dal proprio partner (delusione, rabbia, tristezza, …) tanto da non renderci conto che i nostri figli vivono accanto a noi e in contatto con le emozioni che inevitabilmente trasmettiamo nel contesto (attraverso espressioni facciali, atteggiamenti, toni di voce,…). Pertanto la prima cosa importante da fare è farli sentire amati da entrambe le parti, mamma e papà, poiché già questo contribuisce moltissimo a renderli meno spaventati e preoccupati. Soprattutto quando i figli sono piccoli il loro primo sentimento è l’insicurezza, nata dalla paura di non poter più contare sulle figure che fino a quel momento sono state per loro un punto di riferimento, come se presagissero un allontanamento dei genitori – e talvolta dai genitori – ed una perdita dell’affetto fino ad allora ricevuto. Diviene pertanto essenziale mantenere la possibilità di organizzare delle attività, perlopiù ludiche con i più piccoli, di condivisione di eventi o spazi diversi con i più grandi, che siano per entrambi, genitore e figlio, occasioni di affettività e continuità di ruotine. Ed altrettanto importante è che ognuno dei due genitori dia questa possibilità ai figli. Essi saranno così aiutati a comprendere che, pur se mamma e papà non si amano più, continueranno ad esserci per loro e a costituire le figure affettive di sempre che li accompagneranno nel loro percorso di crescita.

La seconda riflessione riguarda la gestione delle dinamiche familiari durante il processo di separazione. Spesso forti liti e conflitti sono all’ordine del giorno tra i partner che si stanno separando, soprattutto in un contesto di rivendicazione, sia sul piano personale, che su quello patrimoniale, cui frequentemente sono costretti ad assistere i figli, per i quali, invece, è essenziale non essere coinvolti in simili dinamiche quotidiane, sia alla luce dei motivi spiegati precedentemente (salvaguardare i loro vissuti), sia per non fornire loro modelli di comportamento inadeguati. Le discussioni pertanto devono necessariamente svolgersi altrove, accordandosi tra coniugi nel rimandare il più possibile tali momenti a sedi in cui potersi confrontare in assenza dei figli, tenendo presente che le rabbie, i rancori e tutti i sentimenti provati nella relazione coniugale appartengono solo ai coniugi, non appartengono ai figli, motivo per cui devono potersi esprimere in uno spazio riservato solo ai due partner.

Inoltre, sempre allo scopo di assicurare la maggior serenità possibile ai figli e non turbare ulteriormente il loro equilibrio emotivo – spesso già in qualche modo compromesso nel prendere atto del distacco affettivo tra i genitori – un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’evitare atteggiamenti di svalutazione e screditamento dell’altro genitore sottolineandone l’inadeguatezza; un comportamento assunto frequentemente nelle coppie che si stanno separando. I figli hanno diritto di osservare e valutare con i loro occhi gli atteggiamenti di ciascun genitore, senza doversi trovare a far proprio il pensiero di un genitore circa l’atteggiamento dell’altro. Pertanto, nel caso in cui si ritenga il partner non adeguato rispetto a talune questioni, diviene fondamentale aprire un confronto diretto con lui, anche qui senza coinvolgere il figlio che ha diritto di avere emozioni ed opinioni personali nei confronti di papà e mamma, prive di ogni interferenza esterna.

Durante tutto il processo di separazione è fondamentale prestare attenzione alle emozioni espresse dai bambini e, laddove non esplicitamente manifestate, ai segnali di disagio che passano spesso attraverso i loro comportamenti. Così la tristezza, oppure la rabbia o atteggiamenti di tipo regressivo (per i più piccoli ad esempio, tornare a fare la pipì a letto dopo una raggiunta autonomia al riguardo; oppure insolite richieste di vicinanza, o di dormire insieme nel lettone, ecc..), o ancora difficoltà nel rendimento scolastico, atteggiamenti di chiusura, somatizzazioni (mal di pancia, ecc..) possono segnalare momenti di disadattamento e disagio che non vanno trascurati, né sottovalutati. E’ infatti essenziale mostrarsi aperti e accoglienti con loro in modo da agevolare la loro possibilità di esprimersi. Quando ci accorgiamo che hanno invece notevoli difficoltà a farlo, possiamo avvalerci di strumenti particolari: io ad esempio consiglio e indico spesso letture da fare insieme, storie su altri bambini/ragazzi che stanno affrontando la separazione dei propri genitori. ln tal modo indirettamente permettiamo loro di affrontare le loro emozioni confrontandosi con altre realtà, anche se di fantasia, ma che ripropongono i temi e le dinamiche solitamente riscontrate nei figli durante la separazione dei genitori, così che innanzitutto non si sentano soli e poi che, immedesimandosi nei personaggi, possano riflettere sugli strumenti narrati per gestire i diversi stati d’animo. L’utilità di un simile approccio riguarda soprattutto situazioni in cui sono coinvolti bambini piccoli che hanno più difficoltà a riconoscere ed esprimere i propri sentimenti.

Detto questo, se questa fase della vita in cui si rompe l’armonia coniugale e matura l’intenzione di separarsi, viene affrontata e gestita rispetto ai figli con le modalità sopra spiegate, sarà per loro meno doloroso e destabilizzante – per quanto probabilmente sempre sofferente – il momento in cui verrà comunicata la decisione della separazione, poiché avremo precedentemente creato il terreno per contenere le loro paure, per continuare a sentirsi amati dai propri genitori, per capire che non perderanno le loro figure di accudimento primarie. A questo punto, dopo averne concordato insieme il contenuto, la comunicazione, in cui entrambi i genitori dovranno essere presenti, dovrà essere quanto più semplice e chiara possibile, spiegare brevemente i motivi della decisione, oltre ad accogliere serenamente le loro domande al riguardo, ribadendo che papà e mamma continueranno ad esserci nella loro quotidianità, a condividere tanti momenti diversi e che potranno contare sempre sul loro affetto. Certo i nostri figli si sentiranno più sicuri di tutto questo se avranno la possibilità di sperimentare poi quotidianamente quanto i genitori qui sostengono. Ovvio comprendere come se tutto ciò non dovesse accadere lascerebbe inevitabilmente sentimenti di tradimento e abbandono nei figli, impauriti e delusi.

E’ oltremodo importante tra l’altro permetterci di avere un rapporto civile tra genitori dopo la separazione quando uno dei due non vive più sotto lo stesso tetto, avere dei momenti di confronto sull’educazione o tutto ciò che concerne decisioni da prendere in merito ai figli, rassicurarli costantemente sui loro vissuti, dare loro modo il più possibile di vivere momenti spensierati e piacevoli con l’altro genitore quando ne fanno richiesta, senza temere di essere messi da questi in disparte o per questo di essere considerato meno importante da parte del proprio figlio, che deve poter contare sempre sulla sua famiglia, sapendo che esiste a prescindere dalla separazione dei propri genitori.

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