DIVENTARE MAMMA OGGI

Pubblicato da il 28 maggio, 2013 in NEWS | 0 commenti

In un’epoca in cui l’insicurezza lavorativa regna sovrana, per le neo-mamme che lavorano non è facile conciliare il tempo per il piccolo appena nato, quello per la casa e quello per l’attività lavorativa, soprattutto se sono lavoratrici autonome e richiamate per questo a riprenderla prima possibile.

Non sono questi tempi in cui ci si può permettere di non lavorare!”

Ecco che allora iniziano le corse quotidiane che non lasciano spazio sufficiente ad occuparsi adeguatamente di sé dopo il parto – per ri-adattarsi alla vita di ogni giorno e riprendersi le forze -, né della relazione con il proprio bambino, bisognoso di tanto amore e attenzioni durante il suo accudimento. Appena nato necessita di mantenere per un determinato periodo di tempo il contatto costante con la sua mamma, dato quello speciale e continuativo vissuto mentre era avvolto dal calore del grembo materno durante il periodo di gravidanza, un contatto che può essergli assicurato dopo la nascita soprattutto grazie all’allattamento, alle coccole e al tenerlo in braccio per la ninna nanna, in un gioco di sguardi e sorrisi reciproci, in relazione alle sue richieste e ai suoi tempi, che non sono quelli del lavoro che ci chiama inserorabilmente a riprendere i ritmi precedenti! Soprattutto i primi nove mesi dopo la nascita sono essenziali per garantirgli quella situazione di benessere che lo accompagna gradualmente nel processo di crescita e separazione dalle braccia materne, quando il piccolo inizia a dirigere più concretamente la sua attenzione verso il mondo, come gli oggetti intorno a sé e a spostarsi per raggiungerli. Per farlo serenamente dobbiamo fornirgli la sicurezza necessaria, ascoltando e rispettando i suoi bisogni e i suoi tempi. Questa contribuirà altresì alla costruzione e al mantenimento di una relazione armoniosa con il proprio bambino.

A quelle donne che non credono ciò sia possibile di fronte all’esigenza di riprendere presto il lavoro, direi di riflettere sulla possibilità di organizzarsi in funzione dei bisogni del proprio piccolo, “sacrificando” l’area lavorativa solo per un periodo limitato di tempo, quel tempo necessario a prendersi cura pienamente del proprio bambino e della relazione con lui, indispensabile per il suo benessere psico-fisico e anche per quello personale. Un sacrificio che può non significare di rinunciare del tutto al lavoro, se proprio esige una ripresa, ma perlomeno ridurlo e/o, laddove possibile, “delegare” ad altri, chiedendo la loro disponibilità.

Per una donna abituata a gestire in piena autonomia ogni aspetto della propria vita, “chiedere aiuto” è spesso vissuto come non concepibile, tanto è importante quel senso di efficienza personale legato al “fare tutto da sola”, cui talvolta si aggiunge il “non voler essere a carico degli altri”. Credo sia un vissuto ben comprensibile, considerando quanto le donne hanno dovuto “lottare” negli anni per le pari opportunità e raggiungere la piena autonomia, ma credo anche sia fondamentale,  per il benessere di ogni donna quando diventa mamma e per quello del suo bambino, il diritto a prendersi cura di questa particolare quanto delicata fase della vita, la maternità appunto. “Sacrificare” un po’ l’area lavorativa – anche sotto il profilo economico – ed eventualmente “chiedere aiuto” può riguardare il primo periodo di vita del neonato fino a quando i suoi bisogni primari non avranno ritmi diversi, più consoni a quelli richiesti dalla ripresa dell’attività lavorativa. Se comprendiamo l’importanza, in virtù di queste ragioni, di mettere da parte temporaneamente la carriera per occuparci adeguatamente della maternità, sarà inoltre possibile evitare i sensi di colpa che solitamente colpiscono noi mamme quando ci sentiamo costrette a riprendere il lavoro. Se poi pensiamo al fatto che tutto ciò che caratterizza la maternità dopo la nascita di un bimbo (il cullarlo, il giocare con lui parlando in “maternese”, l’accompagnarlo nelle sue prime esplorazioni verso i suoni, i colori, il cibo, ecc..) è limitato solo ad un periodo di tempo che tra l’altro scorre velocemente, diviene ancora più importante viverlo quanto più pienamente possibile, cogliendo ogni meraviglia che questo magico periodo regala.

Dr.ssa Silvia Cantelli

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