ADOLESCENZA, TECNOLOGIA E SANE ABITUDINI

Pubblicato da il 7 giugno, 2013 in NEWS | 0 commenti

Ormai da alcuni anni i nostri figli sono portati ad avvicinarsi sempre più precocemente all’uso degli strumenti tecnologici, vuoi per l’interesse in loro suscitato dal potere dei mass media, vuoi per l’evoluzione della tecnologia che si è estesa a moltissimi settori della vita umana, compreso quello scolastico, che rende in tal modo più agevole senza dubbio lo sviluppo della capacità di utilizzare strumenti che li accompagneranno fino all’ambito lavorativo, ma che rischia di allontanarli dal mondo delle cose naturali.

Si sta infatti parlando ad esempio di come già nel corso del ciclo della scuola primaria si possa prevedere l’utilizzo del “tablet” come strumento di studio, dove i ragazzi potranno scaricare interi testi sostituendo molto in tal modo la modalità di studio su materiale cartaceo. Pur nella consapevolezza di quanto simili processi consentano ai nostri figli di “stare al passo con i tempi”, mi rendo conto di quanto tutto questo rischi di allontanarli da sane e naturali abitudini, che a mio parere dovrebbero al contempo continuare ad essere coltivate. Mi riferisco con ciò all’importanza e alla bellezza di sfogliare i libri con le mani rispetto al digitare i tasti di un monitor per far scorrere le pagine. Cambiano proprio le sensazioni: il tatto, dato dalla possibilità di toccare la carta, nei suoi diversi aspetti e consistenze, passata tra le dita mentre giro pagina; la vista, a più largo spettro nel visualizzare un testo dal vivo nella sua interezza rispetto alla limitazione data dalla visualizzazione su un monitor; e poi… il profumo che emanano i libri e che ne racconta implicitamente la storia, una sensazione che non è certamente riproponibile dalla lettura attraverso un tablet.

Per questi motivi e con la finalità che i nostri figli non perdano il piacere naturale che deriva dall’essere direttamente in contatto con gli oggetti, e non dunque da una modalità virtuale, credo sia importante abituarli ad integrare ciò che la società propone loro, posticipandoglielo il più possibile, con quelle che sono le tradizioni (le consuetudini, i valori, ecc.). Siamo noi genitori che possiamo permetterglielo accostandoli fin da piccoli al mondo delle cose naturali, invogliandoli alla lettura di un bel libro, all’ascolto della musica, magari attraverso l’uso di strumenti particolari, quelli che evocano i suoni e i rumori della natura, l’entrare in contatto con le cose all’aria aperta, ecc..

Il mondo della tecnologia, per quanto in grado di velocizzare certi processi, rischia purtroppo di distanziare gli esseri umani dal contatto diretto con gli oggetti e con gli altri e molto spesso fin dalla prima adolescenza i ragazzi si ritrovano a vivere perlopiù in una realtà virtuale, dove ci si incontra e si comunica mediante iPhon, email messenger, Skype e simili, ed è tutto immediatamente raggiungibile. Si vive sempre meno la magia dell’attesa di un incontro, oppure lo sguardo diretto con l’altro, o ancora, la bellezza del ritrovarsi a condividere momenti di svago all’aria aperta. Il rischio è, per gli adolescenti soprattutto, trovandosi in una fase particolarmente vulnerabile della loro crescita, vederli relegati ad una condizione di progressiva chiusura e solitudine, spesso ragione, ad oggi, della loro fragilità.  Noi genitori siamo guida e modello per la loro crescita, pertanto in primo luogo dovremo noi permetterci di continuare a coltivare la piacevolezza del vivere le cose naturali per poi trasmetterla anche ai nostri figli, in modo che, oltre a vivere la tecnologia per “stare al passo con i tempi”, possano sperimentare le straordinarie sensazioni date dal contatto con il mondo naturale. Se vogliamo, possiamo ridimensionare i nostri impegni quotidiani, sottraendo un po’ di quel tempo che ci sembra sempre tanto prezioso per noi, dal lavoro alla casa, ecc.., per investirlo nel rapporto con i nostri figli, fin da piccoli, dedicando loro momenti e spazi diversi da quelli che inevitabilmente si troveranno a trascorrere al contatto con la tecnologia, consentendogli di non abbandonarsi totalmente al mondo virtuale, ma di coltivare sempre al contempo il piacere del vivere direttamente cose e persone. Organizziamo uscite con loro e per loro insieme ai loro amici, in modo da permettergli di sentire la bellezza di condividere emozioni e pensieri mediante una comunicazione e una complicità dirette. Diamo spazio ai loro interessi, ai loro hobby (attività sportive o artistiche ad esempio) e organizziamoci per permettere loro di portarli avanti costantemente. Riserviamo il giusto spazio anche ai momenti di confronto e scambio con tutta la famiglia, ad esempio durante i pasti, tenendo spenta la tv, per consentire una piena condivisione di vissuti e di esperienze personali della quotidianità, dove ognuno possa sentirsi libero di esprimersi, ascoltato e non giudicato e dove sia possibile parlare dei problemi trovando soluzioni insieme. Se noi genitori offriamo loro un ambiente in cui si possa respirare tutto questo, i nostri figli potranno affrontare con meno fragilità l’adolescenza e distaccarsi maggiormente dal potere della tecnologia.

Dr.ssa Silvia Cantelli

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>